Quando il fegato non è più in grado di svolgere adeguatamente le proprie funzioni, o in alcune patologie oncologiche selezionate, il trapianto può essere preso in considerazione dopo una valutazione multidisciplinare.
Il trapianto di fegato consiste nella sostituzione del fegato malato con un organo proveniente da un donatore. Viene considerato nella malattia epatica avanzata irreversibile e, secondo criteri definiti, in alcune patologie oncologiche.
La valutazione è individuale e multidisciplinare: considera tipo e stadio della patologia, funzione epatica e degli altri organi, condizioni generali, possibili controindicazioni e obiettivi del paziente.
Il trapianto rappresenta il punto d’arrivo di un percorso strutturato: valutazione, inserimento in lista, intervento e una fase di cure e controlli nel tempo.
Ogni fase è seguita da un team dedicato, con l’obiettivo di offrire informazioni chiare e ridurre i rischi attraverso valutazione, preparazione e follow-up.
L'organo proviene da un donatore deceduto. L'assegnazione segue criteri clinici di gravità e compatibilità, gestiti dalla rete trapianti.
Una porzione di fegato proviene da un donatore vivente compatibile. Grazie alla capacità di rigenerazione, il fegato ricresce sia nel donatore sia nel ricevente.
Le tecniche di perfusione possono supportare la conservazione e la valutazione dell’organo prima del trapianto. Il loro utilizzo dipende dal tipo di organo, dal protocollo e dalle procedure del centro.
Prima dell’inserimento in lista, il paziente affronta una valutazione approfondita: esami del sangue, imaging, studio del cuore, dei polmoni e degli altri organi, oltre a una valutazione infettivologica e psico-sociale. L’obiettivo è verificare che il trapianto sia indicato e affrontabile in sicurezza.
Una volta inserito in lista, il paziente viene seguito con controlli periodici e resta in contatto con il centro. Nel caso del donatore vivente, l’intervento può essere programmato, riducendo i tempi di attesa.
Dopo il trapianto è necessaria una terapia che riduce la risposta immunitaria, per evitare che l’organismo riconosca il nuovo fegato come estraneo (rigetto). La terapia viene personalizzata e modulata nel tempo, con controlli regolari degli esami del sangue e della funzione del fegato.
Monitoraggio stretto della funzione del nuovo fegato, della circolazione e dei parametri vitali.
Mobilizzazione precoce, ripresa dell'alimentazione e avvio della terapia immunosoppressiva.
Esami del sangue e visite frequenti per regolare la terapia e prevenire complicanze.
Un percorso di controlli a lungo termine accompagna il ritorno progressivo alla vita quotidiana.
L’oncologia dei trapianti integra valutazione oncologica e trapiantologica per alcune indicazioni selezionate. L’accesso dipende da criteri clinici, protocolli, disponibilità degli organi e regole della rete trapianti.
In casi accuratamente selezionati, il trapianto può essere proposto con intento curativo o di controllo a lungo termine della malattia; non è necessariamente superiore alle altre opzioni per ogni paziente.
In pazienti selezionati con cirrosi ed epatocarcinoma, il trapianto può essere proposto con intento curativo, rimuovendo sia il tumore sia il fegato malato.
Quando la malattia è limitata o prevalentemente localizzata al fegato, la resezione è il trattamento di riferimento per molti pazienti; il trapianto può essere valutato soltanto in protocolli e casi selezionati.
In alcuni tumori neuroendocrini con interessamento epatico possono essere valutate chirurgia e altre terapie; il trapianto è riservato a indicazioni rare e selezionate.
In alcune forme e fasi di colangiocarcinoma, il trapianto può essere valutato all’interno di protocolli che comprendono trattamenti oncologici preoperatori e criteri rigorosi di selezione.
Perfusione d’organo: esperienza nell’impiego di dispositivi di perfusione ex vivo (cioe’ fuori del corpo umano).
Trapianto per tumori non resecabili: partecipazione allo sviluppo e all’applicazione di protocolli trapiantologici per indicazioni oncologiche selezionate.
Dispositivi medici: attività inventiva e brevetti relativi al supporto e alla conservazione degli organi ex vivo e al reperimento di oggetti estranei in chirurgia.
Esperienza di programma: direzione del Programma di Trapianto di Fegato della Cleveland Clinic;
Trapianto da donatore vivente: formazione ed esperienza clinica maturate in programmi internazionali dedicati.
Policlinico di Milano: Direttore della Chirurgia Generale – Trapianti di Fegato.
Per prenotare una visita o richiedere una seconda opinione è possibile utilizzare i contatti indicati. Per la documentazione clinica occorre richiedere le istruzioni per l’accesso al canale sicuro dedicato.
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