Fegato

Il fegato: che cos’è e perché è importante

Il fegato si trova nella parte superiore destra dell’addome e svolge numerose funzioni essenziali per il metabolismo, la digestione, la coagulazione e la difesa dell’organismo.

Anatomia del fegato

Il fegato è suddiviso in lobo destro e sinistro e, dal punto di vista chirurgico, in segmenti. Ciascun segmento presenta una relativa autonomia vascolare e biliare; questa organizzazione consente, quando indicato, di rimuovere la parte interessata preservando il tessuto sano.

Il fegato viene descritto in otto segmenti. La possibilità di rimuovere uno o più segmenti dipende dalla sede della malattia, dai rapporti con i vasi e le vie biliari e dalla quantità e qualità del fegato che rimarrà.
Il fegato è uno dei pochi organi che riceve sangue e nutrienti da due vasi: la vena porta e l’arteria epatica. Il sangue viene drenato al cuore attraverso le vene sovraepatiche.

La bile, prodotta dal fegato, scorre attraverso le vie biliari; una parte viene immagazzinata e concentrata nella colecisti prima di raggiungere l’intestino.

Rigenerazione del fegato

Il fegato possiede una significativa capacità di aumentare nuovamente il proprio volume dopo una resezione. L’entità e i tempi del recupero dipendono dalla qualità del fegato, dalla quantità residua, dalle condizioni del paziente e dal tipo di intervento.

Prima dell’intervento viene stimato con attenzione quanto fegato funzionante rimarrà dopo la resezione. La volumetria epatica e altri strumenti di pianificazione aiutano a valutare la sicurezza e la fattibilità dell’intervento.

Nei casi complessi possono essere utilizzati test di funzione epatica e valutazioni multidisciplinari per stimare il rischio di insufficienza del fegato residuo e pianificare il trattamento.

Quando può essere necessaria la chirurgia del fegato

La chirurgia del fegato può essere indicata per alcune malattie benigne, per tumori primitivi del fegato o per metastasi arrivate al fegato da altri organi, soprattutto dal colon-retto.

La decisione dipende dal tipo di malattia, dalla sua posizione, dalla funzione del fegato e dalle condizioni generali del paziente.

Patologie benigne

Adenomi epatici

Cosa sono: tumori benigni del fegato, talvolta associati a fattori ormonali o metabolici.

Sintomi: Spesso asintomatici. In alcuni casi dolore addominale, sensazione di peso o, raramente, sanguinamento.

Diagnosi: ecografia, TAC o risonanza magnetica. Spesso vengono identificati incidentalmente durante esami eseguiti per altri motivi.

Trattamento: dipende da dimensioni, sottotipo, sintomi e rischio di complicanze. Le opzioni possono comprendere osservazione, modifica di alcuni farmaci sotto controllo medico e chirurgia in casi selezionati.

Evoluzione: generalmente favorevole; il rischio di sanguinamento o trasformazione varia in base al sottotipo e alle caratteristiche della lesione.

Iperplasia Nodulare Focale (FNH)

Cos’è: lesione epatica benigna, generalmente considerata una risposta iperplastica a un’anomalia vascolare.

Sintomi: Generalmente asintomatica.

Diagnosi: risonanza magnetica con mezzo di contrasto dedicato; la biopsia è necessaria soltanto in situazioni selezionate.

Trattamento: in genere non necessario, salvo situazioni eccezionali o dubbio diagnostico.

Evoluzione: generalmente favorevole.

Angiomi epatici

Cosa sono: malformazioni vascolari benigne tra le più comuni del fegato.

Sintomi: Di solito nessuno. Raramente dolore o sensazione di ingombro.

Diagnosi: Ecografia, TAC o risonanza magnetica.

Trattamento: in genere non necessario se asintomatici; la chirurgia viene valutata raramente e in casi selezionati.

Evoluzione: generalmente benigna; eventuali controlli dipendono dalle caratteristiche della lesione.

Cisti epatiche

Cosa sono: cavità contenenti liquido, nella maggior parte dei casi benigne.

Sintomi: Asintomatiche o senso di peso addominale se grandi.

Diagnosi: Ecografia, TAC.

Trattamento: osservazione o controllo nel tempo; drenaggio o chirurgia possono essere valutati se provocano sintomi o complicanze. Le malattie policistiche diffuse richiedono un percorso specifico.

Evoluzione: generalmente favorevole, variabile in base al tipo di cisti e alle eventuali complicanze.

Patologie maligne

Epatocarcinoma (HCC)

Cos’è: il tumore maligno primitivo più frequente del fegato, spesso associato a malattie epatiche croniche o cirrosi.

Sintomi: Dolore, perdita di peso, affaticamento, talvolta ittero.

Diagnosi: TAC o risonanza magnetica con protocolli dedicati e marcatori come l’AFP, quando indicati.

Trattamento: Chirurgia (resezione o trapianto), ablazione, chemioembolizzazione, radioterapia, terapie sistemiche (inclusa immunoterapia in casi selezionati).

Prognosi: dipende da numero e dimensioni delle lesioni, funzione epatica, diffusione della malattia e risposta ai trattamenti.

Metastasi epatiche (colorettali, neuroendocrine, altri tumori)

Cos’è: diffusione al fegato di un tumore originato in un altro organo, più frequentemente colon-retto, pancreas o tumori neuroendocrini; altre origini richiedono valutazioni specifiche.

Sintomi: Spesso assenti. Talvolta dolore, calo ponderale.

Diagnosi: esami di imaging e, quando necessaria, biopsia.

Trattamento: può comprendere chirurgia, terapia sistemica, trattamenti mirati, ablazione e altre procedure locoregionali, in base all’origine e all’estensione della malattia.

Prognosi: variabile in relazione al tumore di origine, alla diffusione, alla resecabilità e alla risposta ai trattamenti.

Esami utili per diagnosi e pianificazione

Esami del sangue

Funzionalità epatica, coagulazione, emocromo, marcatori tumorali come AFP, CA 19-9 o CEA quando indicati

Ecografia

Spesso primo esame di valutazione.

TAC

Fornisce immagini dettagliate e aiuta a studiare rapporti con vasi e organi vicini.

Risonanza magnetica

Molto utile per caratterizzare le lesioni del fegato.

PET

Può essere indicata in alcuni percorsi oncologici per valutare eventuale malattia in altre sedi.

Come si pianifica un intervento sul fegato

Prima di proporre un intervento vengono valutati con attenzione la posizione della lesione, la quantità di fegato da rimuovere, il volume e la qualità del fegato che resterà, la presenza di cirrosi o steatosi, e le condizioni generali del paziente.

Quando il fegato residuo previsto non è sufficiente, può essere valutata una procedura preparatoria, come l’embolizzazione della vena porta, per stimolare la crescita della parte di fegato che rimarrà dopo l’intervento.

Chirurgia aperta

Utile nei casi più complessi o quando è necessario un ampio controllo delle strutture vascolari

Chirurgia laparoscopica

Utilizza piccole incisioni e strumenti dedicati e, in pazienti selezionati, può favorire una riduzione del dolore post-operatorio e dei tempi di recupero rispetto alla chirurgia aperta

Chirurgia robotica

Può facilitare alcune fasi tecniche in resezioni selezionate. La scelta dipende da sede della lesione, esperienza del centro e criteri oncologici e di sicurezza

Il ruolo del trapianto nel trattamento dei tumori del fegato

L’oncologia dei trapianti integra principi oncologici e trapiantologici per valutare il trapianto di fegato in alcune indicazioni selezionate. Si tratta di percorsi altamente regolati, non applicabili a tutti i tumori.

Carcinoma epatocellulare (HCC)

In pazienti selezionati con cirrosi ed epatocarcinoma, il trapianto può essere proposto con intento curativo secondo criteri definiti dal programma trapianti.

Metastasi epatiche da cancro del colon-retto

Quando la malattia è limitata o prevalentemente localizzata al fegato, la chirurgia può contribuire al controllo della malattia e, in pazienti selezionati, alla sopravvivenza a lungo termine.

Tumori neuroendocrini

In alcuni tumori neuroendocrini con interessamento epatico possono essere valutati chirurgia, trattamenti locoregionali o, raramente, trapianto, secondo criteri specialistici.

Colangiocarcinoma

In indicazioni molto selezionate, il trapianto può essere valutato nell’ambito di protocolli che prevedono trattamenti oncologici prima dell’intervento e un rigoroso processo di selezione.

Quando chiedere una valutazione specialistica per il fegato

Recupero dopo un intervento al fegato

Il recupero dipende dal tipo di intervento, dalla quantità e qualità del fegato residuo e dalle condizioni del paziente. Mobilizzazione, alimentazione, esami e durata del ricovero vengono adattati al decorso clinico; i tempi indicati sono orientativi e possono variare.

  • Subito dopoMobilizzazione precoce

    Il paziente viene incoraggiato a muoversi presto, sotto la supervisione del team.

  • Primi giorniRipresa graduale

    Ripresa graduale: alimentazione e attività vengono riprese progressivamente, con controlli clinici e di laboratorio.

  • Durata variabileDegenza

    Il ricovero dipende dall’estensione dell’intervento e dall’andamento post-operatorio.

  • SettimaneRitorno alle attività

    La ripresa avviene in modo progressivo secondo le indicazioni del team.

Prenota una visita o richiedi una seconda opinione

Dove ricevo

Per prenotare una visita o richiedere una seconda opinione è possibile utilizzare i contatti indicati. Per la documentazione clinica occorre richiedere le istruzioni per l’accesso al canale sicuro dedicato.

Come prenotare

WhatsApp: esclusivamente per richieste organizzative; non inviare referti, immagini o dati sanitari.

Chiedi informazioni

Questo sito è registrato su wpml.org come sito di sviluppo. Passa a una chiave del sito di produzione per remove this banner.