L’albero biliare è una rete di condotti che drena la bile dal fegato all’intestino e comprende la colecisti, che immagazzina la bile tra i pasti.
La bile aiuta a digerire i grassi e a eliminare le sostanze di scarto. Quando l’albero biliare è ostruito, infiammato o colpito da un tumore, il corretto deflusso della bile viene compromesso e può rendersi necessario un intervento.
La colecisti può essere rimossa completamente con un intervento chiamato colecistectomia: la digestione prosegue normalmente, perché la bile continua a fluire direttamente dal fegato all’intestino.
Per il cancro o l’ostruzione dei dotti, si rimuovono le porzioni interessate e si ricollegano i dotti sani all’intestino, ripristinando un drenaggio biliare regolare. Quando il tumore coinvolge il fegato vicino, l’intervento può comprendere anche una resezione epatica, con una pianificazione accurata del volume di fegato che resterà.
La chirurgia biliare può essere indicata per la calcolosi della colecisti, per ostruzioni e lesioni dei dotti, per le rare cisti del coledoco e per i tumori della colecisti e delle vie biliari.
La decisione dipende dal tipo di malattia, dalla sua posizione lungo l’albero biliare, dal coinvolgimento del fegato o del pancreas vicini e dalle condizioni generali del paziente.
Cos'è: la condizione biliare più comune: depositi induriti (calcoli) che si formano nella colecisti.
Sintomi: spesso assenti. Talvolta dolore in alto a destra dopo i pasti, nausea o, in caso di infiammazione, febbre.
Diagnosi: ecografia, l'esame di prima scelta. TAC o risonanza nei casi dubbi.
Trattamento: osservazione se asintomatica; rimozione della colecisti (colecistectomia), in genere mini-invasiva, se sintomatica o complicata.
Prognosi: eccellente. Dopo l'intervento la digestione prosegue normalmente.
Cosa sono: calcoli che si spostano o si formano nel dotto biliare comune e ne ostruiscono il flusso.
Sintomi: dolore, ittero (colorito giallo), urine scure, talvolta infezione della via biliare (colangite).
Diagnosi: esami del sangue, ecografia e colangio-RM (MRCP) per visualizzare i dotti.
Trattamento: rimozione dei calcoli per via endoscopica e, di norma, asportazione della colecisti.
Prognosi: buona, soprattutto se l'ostruzione viene risolta tempestivamente.
Cos'è: un restringimento (stenosi) o un'ostruzione che blocca il normale deflusso della bile, da calcoli, infiammazione o lesione dei dotti.
Sintomi: ittero, prurito, urine scure, feci chiare, senso di affaticamento.
Diagnosi: esami del sangue, colangio-RM (MRCP) ed eventuali esami endoscopici dei dotti.
Trattamento: ripristino del deflusso con procedure endoscopiche o chirurgia ricostruttiva dei dotti, a seconda della causa.
Prognosi: dipende dalla causa; il ripristino del drenaggio è in genere risolutivo.
Cosa sono: rare dilatazioni dei dotti biliari, spesso congenite.
Sintomi: talvolta assenti; possono dare dolore, ittero o episodi di infiammazione.
Diagnosi: ecografia, colangio-RM (MRCP) e TAC per definirne estensione e sede.
Trattamento: in genere chirurgia di rimozione e ricostruzione dei dotti, per il rischio di complicanze e di trasformazione nel tempo.
Prognosi: buona dopo trattamento adeguato; è importante un follow-up in centri esperti.
Cos'è: un tumore raro dei dotti biliari, che può svilupparsi all'interno del fegato o lungo i dotti esterni.
Sintomi: ittero, prurito, urine scure, calo di peso, dolore. A volte scoperto per alterazioni degli esami del sangue.
Diagnosi: colangio-RM (MRCP), TAC, marcatore CA 19-9 e, quando indicata, biopsia.
Trattamento: chirurgia (resezione dei dotti, spesso con resezione di fegato), chemioterapia o radioterapia e, in casi selezionati, trapianto di fegato.
Prognosi: dipende da sede, estensione e possibilità di rimozione completa. Il trattamento in centri esperti è determinante.
Cos'è: un tumore della colecisti, talvolta scoperto in modo incidentale dopo una colecistectomia eseguita per calcoli.
Sintomi: spesso assenti nelle fasi iniziali. Più avanti dolore, ittero, calo di peso.
Diagnosi: ecografia, TAC, risonanza magnetica ed esame istologico dopo l'asportazione.
Trattamento: chirurgia, che può comprendere la rimozione di tessuto epatico vicino e dei linfonodi, eventualmente associata a terapie oncologiche.
Prognosi: variabile, migliore quando il tumore è limitato e completamente asportabile.
Vengono valutati la funzionalità epatica, utile per verificare la presenza di ostruzioni biliari, la bilirubina e gli indici di colestasi, che si alzano quando il deflusso della bile è bloccato, e i marcatori tumorali come il CA 19-9 quando indicati, indicatore di riferimento nei sospetti di colangiocarcinoma.
Immagini ad alto dettaglio dei dotti biliari e della colecisti.
Studia i rapporti con fegato, pancreas e vasi vicini.
Permette di vedere da vicino i dotti e, se necessario, eseguire prelievi.
Prima di proporre un intervento si valutano la sede della malattia lungo l’albero biliare, il coinvolgimento del fegato o del pancreas vicini, la qualità del deflusso della bile e le condizioni generali del paziente.
Ripristinare il deflusso della bile: quando un tumore o un’ostruzione interrompe il passaggio della bile, l’obiettivo è rimuovere il tratto malato e ricollegare i dotti sani all’intestino, ricostruendo una via di drenaggio regolare e duratura.
L'intervento standard per la rimozione della colecisti: piccole incisioni, dolore ridotto e recupero più rapido.
Riservata ai casi più complessi, come i principali tumori dei dotti biliari o della colecisti, quando serve un ampio controllo.
Per le ricostruzioni complesse delle vie biliari, dove la precisione millimetrica fa la differenza.
Il recupero dipende dal tipo di intervento. Dopo una colecistectomia mini-invasiva la ripresa è in genere rapida; dopo una resezione e ricostruzione dei dotti il percorso è più graduale e richiede controlli dedicati. In tutti i casi il paziente è incoraggiato a muoversi presto e a riprendere progressivamente l’alimentazione.
Il paziente viene incoraggiato a muoversi presto, sotto la supervisione del team.
Dopo l'intervento mini-invasivo la degenza è breve e il rientro alle attività relativamente veloce.
Dopo gli interventi maggiori la degenza è più lunga, con controlli del deflusso biliare e degli esami del sangue.
Il rientro alla vita quotidiana avviene in modo progressivo e personalizzato.
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