Alcune condizioni richiedono competenze che integrano chirurgia complessa, trapiantologia, oncologia e radiologia interventistica. La decisione non riguarda soltanto la fattibilità tecnica, ma anche il beneficio atteso, i rischi, le alternative e l’impatto sulla qualità di vita.
Ambito: Casi complessi e altamente selezionati.
Approccio: Decisione multidisciplinare, sempre condivisa.
Tecniche: Trapianto di utero, resezione ex vivo e HAI pump.
Priorità: Sicurezza, beneficio reale e qualità di vita.
Ogni percorso viene discusso da un team multidisciplinare e spiegato al paziente in termini di obiettivi, rischi, alternative, disponibilità e possibili esiti.
Opzione riproduttiva per alcune persone con infertilità uterina assoluta, nell’ambito di programmi dedicati e dopo una selezione multidisciplinare
Procedura rara per alcuni tumori epatici complessi: il fegato viene temporaneamente rimosso, trattato e reimpiantato.
Somministrazione di farmaci nell’arteria epatica per indicazioni oncologiche selezionate, in programmi con esperienza specifica.
Il trapianto di utero è un’opzione riproduttiva temporanea per alcune persone con infertilità uterina assoluta, per esempio in assenza congenita dell’utero o dopo isterectomia. Non è indicato per tutte le condizioni che impediscono una gravidanza.
Può essere preso in considerazione soltanto dopo una valutazione multidisciplinare degli aspetti ginecologici, riproduttivi, chirurgici, immunologici, psicologici ed etici, secondo i requisiti del programma.
Il percorso comprende più fasi: selezione, eventuale procreazione medicalmente assistita, trapianto, terapia immunosoppressiva, monitoraggio dell’organo, gravidanza ad alto rischio e successiva rimozione dell’utero trapiantato al termine del progetto riproduttivo.
Il percorso richiede un’organizzazione dedicata. Dopo la selezione e la preparazione degli embrioni, l’utero viene trapiantato collegando i vasi del donatore a quelli della ricevente. Seguono controlli ravvicinati per monitorare funzione dell’organo, infezioni, effetti dei farmaci e possibili segni di rigetto.
Se il decorso è favorevole, il trasferimento embrionario può essere programmato successivamente. La gravidanza richiede un’équipe specialistica e il parto avviene generalmente con taglio cesareo.
Dopo il completamento del progetto riproduttivo, l’utero trapiantato viene di norma rimosso per poter interrompere l’immunosoppressione.
La resezione ex vivo è una procedura rara che può essere valutata per alcuni tumori epatici complessi con coinvolgimento vascolare, quando una resezione convenzionale non appare praticabile e non esistono alternative meno invasive con beneficio comparabile.
In termini semplici, il fegato viene temporaneamente rimosso, perfuso e trattato fuori dal corpo; le strutture vascolari o biliari vengono ricostruite quando necessario e l’organo viene poi reimpiantato.
La procedura è riservata a casi accuratamente selezionati. La decisione considera estensione e biologia della malattia, alternative disponibili, probabilità di ottenere un beneficio clinico e rischio operatorio. Non equivale a una garanzia di resecabilità o di risultato.
Il recupero può essere più lungo rispetto a una resezione epatica standard. Dopo l’intervento sono necessari controlli stretti della funzione del fegato, della circolazione sanguigna ricostruita, della coagulazione, della nutrizione e dell’eventuale terapia oncologica successiva. Il follow-up viene personalizzato in base al tipo di tumore e al risultato dell’intervento.
La HAI pump, o pompa per infusione nell’arteria epatica, è un dispositivo impiantabile che consente di somministrare alcuni farmaci direttamente nella circolazione arteriosa del fegato.
L’obiettivo è aumentare l’esposizione delle lesioni epatiche al farmaco e limitare parte dell’esposizione sistemica; benefici e rischi dipendono dal farmaco, dall’indicazione e dal protocollo utilizzato.
Può essere valutata in pazienti selezionati con malattia prevalentemente epatica, in particolare in alcuni percorsi per metastasi colorettali. Disponibilità, indicazioni e associazione con terapie sistemiche dipendono dal programma e dalla valutazione oncologica.
La gestione della HAI pump, che non e’ disponibile in tutti i Paesi, richiede un team formato e controlli regolari per il dispositivo, la funzione epatica e gli effetti collaterali. Il percorso deve essere coordinato tra chirurgia e oncologia e prevede istruzioni precise per il paziente.
Per queste procedure, la selezione è essenziale. Oltre alla fattibilità tecnica vengono valutati indicazione, beneficio atteso, rischi, alternative, disponibilità del programma e preferenze del paziente.
La valutazione parte dalla persona, non dalla tecnica: diagnosi, estensione e biologia della malattia, condizioni generali, funzione degli organi e obiettivi del trattamento vengono considerati insieme.
Ogni scelta viene discussa con il paziente attraverso un processo di consenso informato. Benefici attesi, rischi, alternative e possibili conseguenze sulla qualità di vita devono essere comprensibili prima della decisione. Il coinvolgimento dei familiari avviene su autorizzazione del paziente.
Le priorità, i valori e gli obiettivi della persona sono parte integrante della decisione. La fattibilità tecnica, da sola, non è mai sufficiente.
Quando appropriato, il percorso può includere una seconda opinione, la revisione delle immagini radiologiche e dei preparati istologici e una discussione multidisciplinare dedicata.
Per prenotare una visita o richiedere una seconda opinione è possibile utilizzare i contatti indicati. Per la documentazione clinica occorre richiedere le istruzioni per l’accesso al canale sicuro dedicato.
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