Il fegato è uno degli organi più importanti del corpo. Si trova nella parte alta destra dell’addome, sotto le costole, e svolge molte funzioni essenziali per la vita quotidiana.
Il fegato è diviso in lobo destro e lobo sinistro. Dal punto di vista chirurgico viene descritto anche in segmenti. Ogni segmento riceve sangue e drena bile in modo relativamente indipendente. Questa organizzazione permette, quando indicato, di rimuovere solo la parte malata lasciando in sede il tessuto sano.
Esistono 8 segmenti epatici ed ognuno di essi può essere asportato individualmente. Alcuni segmenti sono più difficili da rimuovere di altri essendo più vicini a strutture vascolari importanti per la funzione dell’organo.
Il fegato è uno dei pochi organi che riceve sangue e nutrienti da due vasi: la vena porta e l’arteria epatica. Il sangue viene drenato al cuore attraverso le vene sovraepatiche.
La bile, prodotta dalle cellule del fegato e raccolta nella colecisti, viene inviata all’intestino per la digestione delle sostanze alimentari attraverso la via biliare.
Una caratteristica formidabile e sorprendente del fegato è la capacità di rigenerarsi. In un fegato sano, si possono rimuovere generalmente fino al 70-75% di tessuto (anche chiamato parenchima in termine medico) ed aspettarsi una completa rigenerazione in un periodo di 6-8 settimane.
Per questo motivo, prima dell’intervento, è fondamentale calcolare con precisione la qualità del fegato e quanto fegato sano rimarrà dopo la resezione. A tal fine vengono utilizzate tecniche molto sofisticate per simulare l’intervento chirurgico e la quantità di fegato che verrà asportato (volumetria epatica).
Inoltre, in casi di resezione complessa, la funzione residua viene prevista attraverso test di funzione epatica specificamente concepiti per ridurre al minimo la possibilità di rimuovere troppo fegato durante interventi resettivi.
La chirurgia del fegato può essere indicata per alcune malattie benigne, per tumori primitivi del fegato o per metastasi arrivate al fegato da altri organi, soprattutto dal colon-retto.
La decisione dipende dal tipo di malattia, dalla sua posizione, dalla funzione del fegato e dalle condizioni generali del paziente.
Cosa sono: Tumori benigni del fegato, talvolta legati a uso di contraccettivi orali o squilibri ormonali e metabolici.
Sintomi: Spesso asintomatici. In alcuni casi dolore addominale, sensazione di peso o, raramente, sanguinamento.
Diagnosi: Ecografia, TAC o RMN. Spesso identificati incidentalmente nel corso di altri esami ed approfondimenti.
Trattamento: Dipende da diversi fattori inclusa dimensione e natura. Diverse le opzioni terapeutiche che vanno dall’osservazione, all’interruzione di farmaci ormonali e fino alla chirurgia se di grandi dimensioni, sintomatici o a rischio di complicanze (come il sanguinamento, rischio di trasformazione neoplastica o dubbio diagnostico).
Prognosi: Legata alle complicanze ma in genere buona. Raramente evolvono in forme maligne.
Cos'è: Anomalia vascolare benigna del fegato, non tumorale.
Sintomi: Generalmente asintomatica.
Diagnosi: RMN con mezzo di contrasto specifico. Generalmente non necessita di biopsia.
Trattamento: Nessuno, salvo casi eccezionali.
Prognosi: Eccellente.
Cosa sono: I tumori benigni più comuni del fegato. Sono formazioni vascolari anomale.
Sintomi: Di solito nessuno. Raramente dolore o sensazione di ingombro.
Diagnosi: Ecografia, TAC o RMN.
Trattamento: Nessuno se asintomatici (grandissima maggioranza). Chirurgia in casi rari.
Prognosi: Benigna, stabile nel tempo.
Cosa sono: Porzioni di fegato ripiene di liquido, spesso congenite.
Sintomi: Asintomatiche o senso di peso addominale se grandi.
Diagnosi: Ecografia, TAC.
Trattamento: Monitoraggio. Ev. drenaggio o resezione se sintomatiche. In casi rari ed estremi possono portare al trapianto (spesso anche il rene e’ coinvolto).
Prognosi: Ottima.
Cos'è: Tumore maligno più comune del fegato. Spesso associato a malattie del fegato croniche o cirrosi.
Sintomi: Dolore, perdita di peso, affaticamento, talvolta ittero.
Diagnosi: RMN, TAC, markers tumorali (AFP).
Trattamento: Chirurgia (resezione o trapianto), ablazione, chemioembolizzazione, radioterapia, terapie sistemiche (inclusa immunoterapia in casi selezionati).
Prognosi: Dipende da numero, dimensioni, funzione epatica, presenza di metastasi.
Cos'è: Diffusione al fegato di tumori originati altrove (es. colon, retto, mammella, polmone).
Sintomi: Spesso assenti. Talvolta dolore, calo ponderale.
Diagnosi: Imaging + biopsia se necessario.
Trattamento: Chirurgia resettiva, chemioterapia, terapie mirate, ablazione.
Prognosi: Variabile. Alcuni sottotipi hanno ottima risposta se resecabili.
Funzionalità epatica, coagulazione, emocromo, marcatori tumorali come AFP, CA 19-9 o CEA quando indicati
Spesso primo esame di valutazione.
Fornisce immagini dettagliate e aiuta a studiare rapporti con vasi e organi vicini.
Molto utile per caratterizzare le lesioni del fegato.
Può essere indicata in alcuni percorsi oncologici per valutare eventuale malattia in altre sedi.
Prima di proporre un intervento vengono valutati con attenzione la posizione della lesione, la quantità di fegato da rimuovere, il volume e la qualità del fegato che resterà, la presenza di cirrosi o steatosi, e le condizioni generali del paziente.
Quando il fegato residuo previsto non è sufficiente, può essere valutata una procedura preparatoria, come l’embolizzazione della vena porta, per stimolare la crescita della parte di fegato che rimarrà dopo l’intervento.
utile nei casi più complessi o quando è necessario un ampio controllo delle strutture vascolari.
utilizza piccole incisioni e strumenti dedicati, con l’obiettivo di ridurre dolore e tempi di recupero in casi selezionati.
può offrire maggiore precisione in alcune resezioni, soprattutto in aree difficili da raggiungere, quando oncologicamente appropriato.
L’oncologia dei trapianti è un campo all’avanguardia che combina la chirurgia del cancro con l’opzione del trapianto di fegato. Sta cambiando il modo in cui trattiamo alcuni tumori del fegato.
In pazienti selezionati con cirrosi, un trapianto di fegato può offrire una cura.
Se il cancro si è diffuso solo al fegato, la chirurgia per rimuovere queste macchie può migliorare la sopravvivenza.
Questi spesso si diffondono al fegato e crescono lentamente. Può essere preso in considerazione un intervento chirurgico o un trapianto
In casi accuratamente selezionati, il trapianto di fegato può offrire una sopravvivenza a lungo termine, soprattutto se combinato con la chemioterapia o la radioterapia prima dell'intervento chirurgico.
Il recupero dipende dal tipo di intervento, dalla quantità di fegato rimossa e dalle condizioni del paziente. In genere il paziente viene incoraggiato a muoversi presto, riprende gradualmente l’alimentazione e viene seguito con esami del sangue e imaging quando necessario.
La durata del ricovero può variare da pochi giorni a oltre una settimana. Il ritorno alle attività quotidiane avviene in modo progressivo e personalizzato.
Il paziente viene incoraggiato a muoversi presto, sotto la supervisione del team.
Si riprende progressivamente l'alimentazione, con controlli di esami del sangue e imaging.
La durata del ricovero varia in base all'intervento e al decorso.
Il rientro alla vita quotidiana avviene in modo progressivo e personalizzato.
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