Mi chiamo Cristiano Quintini, sono Direttore della Chirurgia Generale e del Centro Trapianti di Fegato al Policlinico di Milano, dove coordino un’équipe di chirurghi e specialisti.
Il mio impegno è offrire a ogni paziente un percorso di cura appropriato e aggiornato alle evidenze scientifiche disponibili, con umanità e professionalità.
Valutazione e trattamento delle patologie del fegato, del pancreas e delle vie biliari, dalle condizioni benigne alle malattie oncologiche addominali complesse e ai casi che possono richiedere un percorso trapiantologico.
La scelta del trattamento viene definita individualmente, tenendo conto delle caratteristiche della malattia, delle condizioni generali di salute, delle evidenze scientifiche disponibili e delle preferenze del paziente.
L’obiettivo è individuare il percorso terapeutico ritenuto più appropriato, considerando i benefici attesi, i possibili rischi e l’impatto sulla qualità di vita.
Valutazione e trattamento dei tumori primitivi e metastatici del fegato, delle patologie epatiche benigne e dei casi che possono richiedere resezioni complesse, chirurgia mini-invasiva o robotica e trapianto di fegato.
Valutazione e trattamento dei tumori benigni e maligni, delle cisti pancreatiche, pancreatite e delle altre patologie che possono richiedere interventi come la procedura di Whipple, la pancreatectomia distale o tecniche mini-invasive, quando indicate.
Valutazione e trattamento dei calcoli della colecisti, delle stenosi e delle lesioni delle vie biliari, del colangiocarcinoma, dei tumori della colecisti e dei casi che possono richiedere una chirurgia ricostruttiva.
Valutazione multidisciplinare e trattamento chirurgico di tumori addominali complessi, anche attraverso l’integrazione, quando appropriata, di chirurgia ad alta complessità, oncologia medica, trapiantologia e radiologia interventistica.
Valutazione trapiantologica per pazienti con malattia epatica avanzata.
Valutazione di tecniche e percorsi altamente specialistici, tra cui la resezione epatica ex vivo, il trapianto di fegato per indicazioni oncologiche selezionate e l'infusione arteriosa epatica, quando clinicamente appropriati.
Una seconda opinione può confermare il percorso già proposto, chiarire aspetti ancora non definiti o valutare eventuali alternative da approfondire.
In base alle caratteristiche del caso e alla documentazione disponibile, la valutazione può comprendere la revisione della diagnosi, dei referti e delle immagini radiologiche originali, dell’indicazione chirurgica e della possibile integrazione con altri ambiti specialistici, tra cui oncologia medica, radiologia interventistica e trapiantologia.
La valutazione viene formulata in modo autonomo sulla base delle informazioni cliniche disponibili. Su richiesta del paziente, può essere condivisa con il team curante e con le persone da lui autorizzate, con l’obiettivo di offrire un quadro più completo delle opzioni che possono essere prese in considerazione.
La seconda opinione non sostituisce una visita medica quando necessaria e non garantisce l’indicazione a uno specifico trattamento. La documentazione sanitaria deve essere trasmessa esclusivamente attraverso i canali sicuri indicati.
I principi che guidano la mia pratica clinica si sono sviluppati anche durante gli anni trascorsi alla Cleveland Clinic, negli Stati Uniti, in un modello organizzativo fondato su collaborazione, ricerca e integrazione delle competenze.
Questi sono i cardini della mia professione:
Ogni persona presenta una situazione clinica specifica. La stessa patologia può manifestarsi in modo diverso e richiede una valutazione individuale. Nei casi complessi, oltre agli aspetti chirurgici e medici, vengono considerate le condizioni fisiche, nutrizionali e psicologiche, quando pertinenti. Il paziente partecipa alle decisioni e può autorizzare il coinvolgimento dei familiari, ricevendo informazioni comprensibili su obiettivi, benefici attesi, rischi e alternative.
Le decisioni cliniche beneficiano del confronto tra professionisti con competenze diverse. Il mio obiettivo è contribuire a un gruppo preparato, responsabile e disponibile alla condivisione delle conoscenze, in un ambiente orientato alla qualità, alla formazione e al miglioramento continuo.
Nei percorsi complessi, visite, esami e consulenze devono essere organizzati in modo coerente. Quando previsto dal percorso assistenziale, una figura di coordinamento dedicata al programma (“care coordinator”) può facilitare la raccolta della documentazione, il dialogo tra i professionisti e l’orientamento del paziente tra le diverse fasi, senza sostituire il rapporto diretto con il team curante.
Tecniche chirurgiche, tecnologie e protocolli terapeutici evolvono nel tempo. L’attività clinica e scientifica consente di valutare le opzioni disponibili alla luce delle evidenze e di confrontare i casi complessi con colleghi nazionali e internazionali, nel rispetto della riservatezza e delle procedure applicabili.
Dal 2006 al 2024 il Prof. Cristiano Quintini ha costruito la propria carriera alla Cleveland Clinic — da fellow in trapianto di fegato a Direttore del programma di trapianto di fegato più grande degli Stati Uniti, fino alla guida del Digestive Disease Institute di Abu Dhabi.
Alla Cleveland Clinic, tra Ohio e Abu Dhabi
Il programma di trapianto di fegato diventa il più grande degli USA
Medici e chirurghi diretti al Digestive Disease Institute di Abu Dhabi
Di trapianto fondati o diretti: intestino, fegato, utero
Le esperienze riportate descrivono singoli percorsi clinici e illustrano come possono essere affrontati alcuni casi complessi: revisione della diagnosi, confronto multidisciplinare, valutazione delle alternative e coordinamento delle diverse fasi di cura. Non costituiscono una previsione dei risultati ottenibili in altri pazienti.